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Il nome Il cielo è di tutti vuole portare in sé il valore dell’universalità dei sentimenti che legano l’umano all’ambiente che lo circonda, inteso sia come incontro dell’altro da sé, sia come appartenenza al cosmo nel suo significato profondo, alla ricerca del senso dell’esserci nel qui e ora.

 

Il gruppo informale “Il cielo è di tutti” è una comunità di pratica, che nell’agire per e verso i giovani, alimenta la scoperta di punti di vista differenti, intreccia storie di vita nell’ottica di sostenere i processi di crescita e consapevolezza dei ragazzi, affinché possano divenire Persone capaci di scegliere per sé e rispettosi della preziosità della vita.

 

Il ruolo genitoriale è fondamentale e questa realtà vuole dare posto anche ai genitori.

Oggi si osservano tante iniziative che non considerano le difficoltà dei genitori, nel prendersi cura dei figli, stretti tra la morsa della vita di tutti i giorni improntata sul dovere e dall’altra le istituzioni che vogliono a tutti i costi imporre un modello di vita innaturale. Ci sono adulti che affermano di potere fare a meno di determinate esperienze, come atto ribelle. Bisogna considerare che per rinunciare a qualcosa, occorre prima avere vissuto quella determinata esperienza e per questo come adulti abbiamo la responsabilità di offrire opportunità ai giovani, perché possano poi decidere che cosa vogliono o non vogliono realmente.

Ecco perché il progetto “Il cielo è di tutti”, vuole pensare anche alle famiglie nell’ottica della condivisione, del mutuo sostegno e della crescita consapevole del proprio ruolo genitoriale.

 

Auspichiamo che il piccolo gruppo che siamo, possa nel tempo crescere, arricchito da adulti con determinata volontà per restituire una nuova umanità, promessa per il futuro di tutti i figli nostri e del mondo.

Il cielo è di tutti

Qualcuno che la sa lunga
mi spieghi questo mistero:
il cielo è di tutti gli occhi
di ogni occhio è il cielo intero.

È mio, quando lo guardo.
È del vecchio, del bambino,
del re, dell’ortolano,
del poeta, dello spazzino.

Non c’è povero tanto povero
che non ne sia il padrone.
Il coniglio spaurito
ne ha quanto il leone.

Il cielo è di tutti gli occhi,
ed ogni occhio, se vuole,
si prende la luna intera,
le stelle comete, il sole.

Ogni occhio si prende ogni cosa
e non manca mai niente:
chi guarda il cielo per ultimo
non lo trova meno splendente.

Spiegatemi voi dunque,
in prosa o in versetti,
perché il cielo è uno solo
e la Terra è tutta a pezzetti?

Gianni Rodari

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