

Noi guardiamo a nuovi cieli e nuova terra, il futuro è nostro!
Il progetto Giovani Coraggiosi
Praticare relazioni, pensiero e azioni.
"Il coraggio non è l'assenza di paura, ma piuttosto il giudizio che qualcos'altro è più importante della paura".
Ambrose Redmoon
“Qualcos’altro di più importante della paura”, con questo spirito è nato Giovani Coraggiosi. Il progetto ideato dalla pedagogista Cecilia Fazioli, ha potuto realizzarsi nell’anno 2022 grazie a Claudio Simion – presidente dell’Associazione Comilva - che ha creduto nella bontà del progetto, mettendo a disposizione risorse economiche dell’associazione per le prime tre edizioni, unite alla partecipazione fattiva di un altro membro del Comilva, Massimiliano Paolini. Il progetto ha visto anche la partecipazione di Elisabetta Frezza – giurista, che ne ha alimentato e incoraggiato la realizzazione.
A febbraio 2022 siamo partiti con il primo fine settimana, ne sono seguiti altri tre. Il successo e la soddisfazione hanno restituito la voglia di continuare.
Perché è nato il progetto
Era il 2020, lo scenario attorno a noi, lo ricordiamo e lo conosciamo ad oggi molto bene: la desolazione umana. Da genitore di un ragazzo adolescente, mi sono chiesta che adulti incontrerà là, fuori, oltre la famiglia. Adulti - genitori, docenti, parenti, allenatori, vicini di casa, amici - smarriti, impauriti, passivi, non critici - è questo nella maggior parte dei casi il panorama che è di riferimento per chi, come gli adolescenti, intraprende la strada dell’individuazione, ovvero trovare la propria identità. Identità che si costruisce nel confronto, inseguendo modelli e attraverso i conflitti per tracciare piano piano, il proprio percorso esistenziale.
Ma quali modelli ed esempi esistono, se non quelli omologanti verso un’idea di esistenza passiva, acritica e che come dice Agamben solo interessata alla “nuda vita”? Svuotando di senso le relazioni, i contesti culturali e societari si procura e si fa crescere un senso di inabilità verso sé e di conseguenza verso l’altro da sé.
Se quindi lo scontro con la famiglia è un passaggio necessario, dall’altra occorre offrire opportunità affinché l’adolescente non si trovi a fare scelte irreversibili come oggetto del conflitto, per individuarsi.
La direzione educativa, tramite la nostra proposta, vuole essere quella di radunare riferimenti autenticamente formativi e esistenzialmente significativi. Ho pensato che fosse importante creare un tempo e uno spazio di incontro per un confronto che già in famiglia esiste riferito al momento presente, ma che necessita di essere alimentato, sostenuto, condiviso con altre figure adulte, proprio per uscire dalla conflittualità che si genera nel rapporto genitori/figli adolescenti. Il tutto per dar forma ai tumulti interni.
Obiettivi
L’obiettivo del progetto è quello di creare per i giovani un tempo e uno spazio di incontro riferito al momento presente, per un confronto che già in famiglia esiste ma che necessita di essere alimentato, sostenuto, condiviso con altre figure adulte proprio per uscire dalla conflittualità che si genera nel rapporto genitori/figli adolescenti.
In particolare, attraverso il progetto si vuole andare incontro al forte disagio che dal 2020 i giovani sono costretti a vivere, periodo in cui si sono visti limitare la libertà di scegliere svaghi, frequentazioni di corsi, sport e laboratori, sottoposti a pressioni di carattere affettivo, emotivo e relazionale.
Pur abbracciando l’urgenza che accompagna la vita dei ragazzi degli ultimi anni, rimane un compito necessario e inderogabile quello di fornire alle giovani generazioni strumenti utili alla conoscenza, fondamentali per sviluppare un pensiero critico, autonomo, divergente e libero. Il progetto mira quindi a creare un contesto, né accademico né scolastico, in cui gli approfondimenti, tramite l’intervento di un esperto, stimolino e favoriscano la libera circolazione di opinioni affinché venga alimentato il dibattito e confronto sia tra i giovani che con l’ospite presente, attraverso l’arte maieutica.
La proposta ha valore educativo e non è una mera occasione di intrattenimento.
In questo contesto, il progetto mira a:
-
favorire l’incontro autentico
-
sostenere l’informazione critica
-
favorire la convivialità
-
favorire la socialità
-
favorire momenti ludici
-
sostenere auto-organizzazione
-
favorire relazioni basate sulla reciprocità
-
favorire scambio generazionale
La formula residenziale è stata pensata perché ci sia un tempo per vivere una socialità spontanea tra i partecipanti, ma anche con l’ospite /relatore il quale soggiorna per l’intero fine settimana. Quindi non è la conferenza in cui tutto si conclude nell’arco di qualche ora, ma partecipare a Giovani Coraggiosi significa intrattenersi e continuare a scambiarsi opinioni anche a tavola e in qualsiasi altro momento.
Pensieri e conoscenza consegnati alla socialità.
Contenuti
Le proposte di contenuti possono spaziare da aspetti sociali, economici, storici, di attualità, ma anche occasioni in cui offrire attività a partire dalla parola e corpo, attraverso modi e tempi da definire volta per volta con il conduttore.
Di certo il progetto non ha scopi performativi e si richiede agli ospiti la capacità di “saper essere” con il gruppo e portare una sapiente flessibilità, adeguata a calare le tematiche proposte, alle esigenze che emergono dai partecipanti.
A chi si rivolge
Il progetto si rivolge a giovani dai 14 anni fino ai 25 anni. I ragazzi più grandi essendo prossimi agli adolescenti rappresentano un ponte per veicolare contenuti e riflessioni oggi urgenti.
“Cosa dovrei fare della mia vita?” (E. Schumacher).
Programma di massima del residenziale Giovani Coraggiosi:
Venerdì
Arrivo dalle 17 alle 19
Accoglienza
Cena
Sabato
Colazione
Escursione socializzante o altro
Pranzo
In cerchio: incontro/confronto con l'ospite
Cena
Domenica
Colazione
In cerchio: conclusioni con l'ospite
Pranzo condiviso con le famiglie
Ritorno a casa
Cosa portare:
Sacco a pelo o lenzuola
Asciugamani
Abbigliamento comodo
Scarponi
Torcia
Zainetto